la storia

Per la sua duttilità e versatilità il pianoforte è uno degli strumenti più apprezzati dai musicisti, che gli hanno dedicato innumerevoli composizioni nell'ambito del repertorio orchestrale e da camera, della musica popolare e del jazz, facendone il protagonista di esecuzioni solistiche, l'accompagnatore del canto o semplicemente un componente dell'orchestra.

Altri tipi di pianoforte sono il pianoforte a mezzacoda e il pianoforte verticale. Benché inventato intorno al 1709, la sua struttura e il suo timbro peculiare non hanno subito da allora modifiche significative.

Devi amare per poter suonare. (L. Armstrong)

 

Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da Bartolomeo Cristofori padovano alla corte fiorentina di Ferdinando de' Medici, a partire dal 1698. Per la precisione era un "gravicembalo col piano e forte", chiamato verso la fine del settecento con il nome "fortepiano". La novità era l'applicazione di una martelliera al clavicembalo. L'idea di Cristofori era di creare un clavicembalo con possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore; nel clavicembalo infatti le corde pizzicate non permettono di controllare la dinamica. Anche per questo motivo, pianoforte e clavicembalo non appartengono alla stessa sottofamiglia.

Questo nuovo strumento permise ai nuovi interpreti di ottenere sonorità più o meno forti a seconda della pressione delle dita sui tasti, a differenza dell'organo e del clavicembalo le cui corde sono pizzicate e non percorse come permette di fare il pianoforte.


curiosità: le misure

I modelli principalmente si dividono in verticali e a coda.

Si distinguono, a parte l'evidente aspetto estetico, per la posizione della piastra e quindi delle corde che sono quindi rispettivamente in verticale od in orizzontale. Sia nel primo che nel secondo caso le dimensioni delle corde, in lunghezza, distinguono la classe strumento ma, mentre per i verticali le differenze sono minime, per i pianoforti a coda ci possono essere differenze enormi.

 

In particolare per verticali si va da un'altezza minima 95-98 centimetri ai 130 e anche 140 centimetri. Nel tempo il mercato ha rifiutato le misure minime per la sonorità troppo squillante, e i problemi d'estetica e di arredamento hanno eliminato le misure massime. In pratica la misura classica di un pianoforte da studio va da 104 a 112 centimetri.


Per i pianoforti a coda le dimensioni variano tra i 140 centimetri di lunghezza, i così detti "quarto di coda", fino ai 280 centimetri dei "tutta coda" o "gran concerto", passando per i "mezza coda" da 160 centimetri e i "tre quarti di coda" intorno ai 220. Nel caso dei pianoforti a coda la dimensione fa il prezzo, molto meno nei verticali.


il legno

Il legno usato per la costruzione deve essere assolutamente perfetto, del tutto esente da nodi, ed avere la fibra fine e regolare, gli anelli annuali di accrescimento del legno devono essere perpendicolari al piano della tavola. Una qualunque deformazione di questa parte renderebbe il pianoforte un oggetto del tutto inutile: non suonerebbe più!


Particolarmente usato per questa parte è uno speciale tipo di abete, detto "acustico" con caratteristiche di struttura particolari. Il migliore abete per le tavole armoniche proviene dalla Romania, dalla Germania e, in Italia, da alcune valli del nord. Da ormai molti anni si è cominciato ad usare, a causa della scarsità di essenze Europee, dei buoni legni nordamericani e canadesi, anche questi dalle notevoli qualità sonore.