pianoforti "usati"

Nel caso dei pianoforti usati vi è estrema variabilità di pregio tra strumento e strumento: a parte il fatto che è difficoltoso trovare modelli comparabili — anche perché la maggior parte dei fabbricanti del passato oggi non esistono più — è necessario considerare le differenze determinate dall'età e dalle condizioni di conservazione e manutenzione, sulle quali è impossibile avere informazioni precise. Particolarmente dannosi sono la salsedine, l'eccessiva umidità, un sistema scorretto di riscaldamento della casa (come si vede, in linea di massima ciò che è sano per le persone lo è pure per i pianoforti).

Anche a prescindere da eventuali danni al mobile, il tempo esercita infatti un'azione di degrado graduale — si parla comunque di decenni — ma implacabile: anzitutto sulla meccanica (le parti in movimento sono di regola le soggette a maggior usura), e poi sulle altre componenti — in particolare sulla tavola armonica che negli anni perde la "carica" (una lieve bombatura che, conferendo elasticità, ne esalta le capacità di naturale amplificazione del suono): sebbene quest'ultimo inconveniente sia più difficile da apprezzare rispetto al malfunzionamento della meccanica, è anche più insidioso perché richiederebbe onerosi interventi tecnici di ripristino.
A questo proposito va segnalata quanto sia ingannevole per il consumatore un'opera di rinnovo solo estetica dell'usato (quel che purtroppo accade in molti casi), cui non corrisponda un'adeguata qualità musicale e meccanica. L'acquirente è spesso indotto in errore, perché inconsapevolmente si tende ad attribuire allo strumento un valore funzionale, difficile da giudicare, pari a quello estetico che è invece sotto gli occhi.


pianoforti revisionati e ricondizionati

Il pianoforte d'occasione revisionato deve essere di ottima sonorità e dotato di una meccanica ben funzionante senza scendere a compromessi a scapito della qualità.

Lo strumento deve avere delle caratteristiche ben precise:

•tenuta dell'accordatura.
•perfetto funzionamento della meccanica, della tastiera e della pedaliera.

Tutti i componenti vengono scrupolosamente controllati ed eventualmente sostituiti nel nostro laboratorio al fine di ottenere un pianoforte veramente garantito.


pianoforti di interesse storico

In questo tipo di strumenti il nesso strutturale fra i caratteri timbrici e l'estetica musicale romantica conduce a affrontare in modo innovativo il restauro timbrico al fine di risolvere i problemi fisico-acustici, individuando gli aspetti centrali del restauro:
-restauro e ottimizzazione della tavola armonica, (vero cuore del pianoforte)
-sostituzione integrale di corde (comprese quelle filate, dei bassi) e (con molta attenzione) caviglie.
-sostituzione integrale feltri smorzatori.
-accurata revisione generale della parte meccanica-tastiera.
-restauro, ritocco o lucidatura della verniciatura parte esterna (sempre a gommalacca per gli strumenti di inizio secolo)

                                           



Particolare cura viene utilizzata per il ripristino dei parametri fondamentali di un buon suono:
-chiara articolazione della gamma dinamica; dal pianissimo al fortissimo si deve cogliere un radicale o rilevante mutamento della composizione timbrica, dove al pianissimo corrisponde un timbro "scuro", con pochi armonici superiori che compaiono con il crescendo, fino ad un fortissimo con un suono ricco, chiaro e "vivido", mai spento e mai solo "forte".
-coerente risposta dinamica (piano e forte) in funzione del tocco (suonando dal pianissimo al fortissimo, la gamma dinamica deve articolarsi correttamente).